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L'immaginario dell'Europeo colto comprende un piccolo spazio per Pompei. E' dalla meta del XVIII secolo che le scoperte di Ercolano, Pompei, Stabia producono interesse e curiosita', a seconda dei diversi livelli di attenzione. L' originaria casualita' delle scoperte comporto' l'affiorare di decorazioni e sculture antiche che si posero, con immediatezza, a paragone di quanto fino ad allora si conosceva dell' antichita' classica.

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E cio' era, in maniera quasi assoluta, proveniente da Roma: sulla quale regnava ii Papa, circondato dalle nobili e potenti famiglie dei cardinali. Dalle collezioni di statue , mosaici ed arredi, come anche degli ancora visibili monumenti, dal Colosseo al Pantheon, dagli archi di trionfo alle colonne istoriate, ii dominio pontificio traeva ulteriori elementi di legittimazione. Fu la sagacia politica del nuovo re di Napoli, poi Carlo III di Spagna, a suggerire che le insperate scoperte archeologiche potevano essere utilizzate anche come strumento di governo. Il controllo delle operazioni di scavo fu ristretta al piu' intimo ambiente di Corte . Era il Re ad autorizzare eventuali visite agli scavi in corso ed alle collezioni, che progressivamenie si ampliavalio ospitate net Paiazzo Reale di Pcrtici. Di nomina reale erano gli studiosi che formarono l'Accademia Ercolanese, appositamente istituita per procedere alla pubblicazione dei risultati degli scavi. Ed era ancora ii Re che decideva a chi donare i preziosi volumi in folio, contenenti le incisioni e le descrizioni degli affreschi, dei mosaici, delle statue, degli utensili che erano stati rinvenuti. Un cosi rigido e centralizzato controllo, unito alle ricorrenti rivalita' interne all'ambiente degli Accademici rinfolco' l'interesse e la curiosita' negli scavi. Dei quali diffuse notizie nel circuito europeo Giovanni Gioacchino Winckelmann, il fondatore dell'archeologia moderna. Winckelmann era ii migliore conoscitore delle collezioni e delle antichita' romane: e naturalmente desiderava confrontare tali antichita' con quelle che si stavano ritrovando ad Ercolano e a Pompei. Le limitazioni e gli ostacoli dai quali fu circondato non produssero una felice impressione su Winckelmann: ii quale non manco' di registrare , e cosi di far conoscere all'intero ambiente colto europeo, le ingenuita' e gli errori commessi nel procedere agli scavi. Ma contemporaneamente Winckelmann illustro' chiaramente l'eccezionale interesse costituito dalla potenziale conoscenza di intere citta' antiche. Conoscenze non possibili a Roma, che aveva continuato a vivere su se stessa, distruggendo e nascondendo alla vista progressivamente le sue fasi piu' antiche. Di quell'antico inizio, oggi e davanti all'attenzione dei turisti e dei visitatori una situazione unica: un'intera citta antica, immobilizzata sotto l' eruzione che la seppelli' in un'unica notte, quella del 24 agosto del 79 dopo Cristo. All'apparente immediatezza della comprensione si contrappongono numerose difficolta': a cominciare da quella costituita dall ' avvenuta separazione degli oggetti mobili e decorativi dalle strutture edilizie e architettoniche . Mobili, utensili, arredi, sculture, decorazioni, affreschi e mosaici sono stati trasportati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Li' costituiscono il piu' ampio campionario rimastoci della cultura e della vita quotidiana sullo scorcio del I secolo d.C. in Campania. Invece, i muri, le case, i templi, le strade, le fontane, i teatri sono rimasti li' dove furono costruiti: essi rappresentano lo scheletro della citta' di Pompei. Nella sua ultima fase. La storia di Pompei, nel 79 d.C., era gia' lunga quasi 1000 anni. Sfocia nel mar Tirreno, oggi come allora, ii fiume Sarno: dalle sue sorgenti sotto ii monte Torrenone, percorre l'ampia e fertile pianura di Nola. La sua foce si confondeva con le paludi che distinguevano una costa bassa, stretta fra il promontorio della penisola Sorrentina e le pendici meridionali del Vesuvio. Dove ii fiume si confonde con il mare si hanno alcuni rialzi, derivanti da colate laviche di lontanissime origine. Su uno di essi, in localita Sant'Abbondio, e' stato ritrovato un'insediamento che risale alla Media Eta' del Bronzo, intorno al 1500 avanti Cristo. Il rialzo piu' dominante fra tutti quelli costieri e' quello sul quale si costruira' la Pompei di eta storica: anch'essa e' preceduta da un insediamento del periodo preistorico, del quale sono stati rinvenuti scarsi frammenti ceramici, ma nessuna traccia sicura di strutture per abitazione. Anche la cultura dell'Eta' del Bronzo fu interrotta da una catastrofica eruzione del Vesuvio. Recenti scavi effettuati a Palma Campania, tra Pompei e Nola, hanno messo in evidenza un villaggio sepolto dalle ceneri e dalle pomici eruttate dal vulcano. Le favorevoli condizioni che offriva ii rialzo di Pompei ne consigliarono l'occupazione anche durante 1'Eta' del Ferro , dope il 1000 avanti Cristo . Da esso, esteso piu' di 70 ettari, si poteva dominare la foce del fiume Sarno: e quindi sia il transito lungo di esso da e per la pianura campana, sia l'attracco in rapporto con la navigazione nel golfo di Napoli. La pianura campana presenta una fitta rete di insediamenti, tra ii IX ed ii VII secolo avanti Cristo. San Marzano , San Valentino Torio, Striano rappresentano le nostre principali fonti di conoscenza, prevalentemente grazie alle necropoli. La cultura materiale documentata si riferisce a quella detta delle "Tombe a fossa": i defunti venivano inumati in fosse scavate nel suolo, e deposti circondati da un corredo di oggetti personali e recipienti funzionali. Grazie alla diversa composizione del corredo , e'possibile distinguere i defunti per sesso e per classi di eta', oltre che, nelle fasi piu' recenti, per collocazione sociale. La cronologia assoluta e' facilitata dalla presenza, frammista ai prodotti locali, di recipienti ceramici di importazione, provenienti dalla colonia greca di Pitecusa. Quest ' ultima fu stanziata da Euboici sull ' attuale isola di Ischia entro la meta' dell'VIII secolo a.C.: essa costituisce ii piu' antico stanziamento stabile greco in Italia. Dalla colonia di Pitecusa si irradiarono rapporti commerciali fino all'Etruria: ma, ovviamente, con particolare preferenza per le prospicienti coste campane. Per quanto ci riguarda, la foce del Sarno forniva, come si e' detto , buone opportunita' di ancoraggio , cosi come il corso del fiume permetteva il collegamento dell'entroterra con la costa. Lo stato delle conoscenze attualmente possedute non ci permette di stabilire con certezza che il nucleo abitato attestato a Pompei abbia tratto vantaggio da tale dinamica di scambi e rapporti.

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