E cio' era, in maniera quasi assoluta, proveniente da Roma: sulla quale
regnava ii Papa, circondato dalle nobili e potenti famiglie dei cardinali. Dalle
collezioni di statue , mosaici ed arredi, come anche degli ancora visibili monumenti, dal
Colosseo al Pantheon, dagli archi di trionfo alle colonne istoriate, ii dominio pontificio
traeva ulteriori elementi di legittimazione. Fu la sagacia politica del nuovo re di
Napoli, poi Carlo III di Spagna, a suggerire che le insperate scoperte archeologiche
potevano essere utilizzate anche come strumento di governo. Il controllo delle operazioni
di scavo fu ristretta al piu' intimo ambiente di Corte . Era il Re ad autorizzare
eventuali visite agli scavi in corso ed alle collezioni, che progressivamenie si
ampliavalio ospitate net Paiazzo Reale di Pcrtici. Di nomina reale erano gli studiosi che
formarono l'Accademia Ercolanese, appositamente istituita per procedere alla pubblicazione
dei risultati degli scavi. Ed era ancora ii Re che decideva a chi donare i preziosi volumi
in folio, contenenti le incisioni e le descrizioni degli affreschi, dei mosaici, delle
statue, degli utensili che erano stati rinvenuti. Un cosi rigido e centralizzato
controllo, unito alle ricorrenti rivalita' interne all'ambiente degli Accademici rinfolco'
l'interesse e la curiosita' negli scavi. Dei quali diffuse notizie nel circuito europeo
Giovanni Gioacchino Winckelmann, il fondatore dell'archeologia moderna. Winckelmann era ii
migliore conoscitore delle collezioni e delle antichita' romane: e naturalmente desiderava
confrontare tali antichita' con quelle che si stavano ritrovando ad Ercolano e a Pompei.
Le limitazioni e gli ostacoli dai quali fu circondato non produssero una felice
impressione su Winckelmann: ii quale non manco' di registrare , e cosi di far conoscere
all'intero ambiente colto europeo, le ingenuita' e gli errori commessi nel procedere agli
scavi. Ma contemporaneamente Winckelmann illustro' chiaramente l'eccezionale interesse
costituito dalla potenziale conoscenza di intere citta' antiche. Conoscenze non possibili
a Roma, che aveva continuato a vivere su se stessa, distruggendo e nascondendo alla vista
progressivamente le sue fasi piu' antiche. Di quell'antico inizio, oggi e davanti
all'attenzione dei turisti e dei visitatori una situazione unica: un'intera citta antica,
immobilizzata sotto l' eruzione che la seppelli' in un'unica notte, quella del 24 agosto
del 79 dopo Cristo. All'apparente immediatezza della comprensione si contrappongono
numerose difficolta': a cominciare da quella costituita dall ' avvenuta separazione degli
oggetti mobili e decorativi dalle strutture edilizie e architettoniche . Mobili, utensili,
arredi, sculture, decorazioni, affreschi e mosaici sono stati trasportati nel Museo
Archeologico Nazionale di Napoli. Li' costituiscono il piu' ampio campionario rimastoci
della cultura e della vita quotidiana sullo scorcio del I secolo d.C. in Campania. Invece,
i muri, le case, i templi, le strade, le fontane, i teatri sono rimasti li' dove furono
costruiti: essi rappresentano lo scheletro della citta' di Pompei. Nella sua ultima fase.
La storia di Pompei, nel 79 d.C., era gia' lunga quasi 1000 anni. Sfocia nel mar Tirreno,
oggi come allora, ii fiume Sarno: dalle sue sorgenti sotto ii monte Torrenone, percorre
l'ampia e fertile pianura di Nola. La sua foce si confondeva con le paludi che
distinguevano una costa bassa, stretta fra il promontorio della penisola Sorrentina e le
pendici meridionali del Vesuvio. Dove ii fiume si confonde con il mare si hanno alcuni
rialzi, derivanti da colate laviche di lontanissime origine. Su uno di essi, in localita
Sant'Abbondio, e' stato ritrovato un'insediamento che risale alla Media Eta' del Bronzo,
intorno al 1500 avanti Cristo. Il rialzo piu' dominante fra tutti quelli costieri e'
quello sul quale si costruira' la Pompei di eta storica: anch'essa e' preceduta da un
insediamento del periodo preistorico, del quale sono stati rinvenuti scarsi frammenti
ceramici, ma nessuna traccia sicura di strutture per abitazione. Anche la cultura
dell'Eta' del Bronzo fu interrotta da una catastrofica eruzione del Vesuvio. Recenti scavi
effettuati a Palma Campania, tra Pompei e Nola, hanno messo in evidenza un villaggio
sepolto dalle ceneri e dalle pomici eruttate dal vulcano. Le favorevoli condizioni che
offriva ii rialzo di Pompei ne consigliarono l'occupazione anche durante 1'Eta' del Ferro
, dope il 1000 avanti Cristo . Da esso, esteso piu' di 70 ettari, si poteva dominare la
foce del fiume Sarno: e quindi sia il transito lungo di esso da e per la pianura campana,
sia l'attracco in rapporto con la navigazione nel golfo di Napoli. La pianura campana
presenta una fitta rete di insediamenti, tra ii IX ed ii VII secolo avanti Cristo. San
Marzano , San Valentino Torio, Striano rappresentano le nostre principali fonti di
conoscenza, prevalentemente grazie alle necropoli. La cultura materiale documentata si
riferisce a quella detta delle "Tombe a fossa": i defunti venivano inumati in
fosse scavate nel suolo, e deposti circondati da un corredo di oggetti personali e
recipienti funzionali. Grazie alla diversa composizione del corredo , e'possibile
distinguere i defunti per sesso e per classi di eta', oltre che, nelle fasi piu' recenti,
per collocazione sociale. La cronologia assoluta e' facilitata dalla presenza, frammista
ai prodotti locali, di recipienti ceramici di importazione, provenienti dalla colonia
greca di Pitecusa. Quest ' ultima fu stanziata da Euboici sull ' attuale isola di Ischia
entro la meta' dell'VIII secolo a.C.: essa costituisce ii piu' antico stanziamento stabile
greco in Italia. Dalla colonia di Pitecusa si irradiarono rapporti commerciali fino
all'Etruria: ma, ovviamente, con particolare preferenza per le prospicienti coste campane.
Per quanto ci riguarda, la foce del Sarno forniva, come si e' detto , buone opportunita'
di ancoraggio , cosi come il corso del fiume permetteva il collegamento dell'entroterra
con la costa. Lo stato delle conoscenze attualmente possedute non ci permette di stabilire
con certezza che il nucleo abitato attestato a Pompei abbia tratto vantaggio da tale
dinamica di scambi e rapporti. |